lunedì 29 febbraio 2016

Alla cassa del supermercato, metti il divisore. Fallo, fidati.

Visto che è uso diffuso tra blogger repressi, nelle occasioni della vita in cui si è trattati male da qualcuno -dal classico impiegato della posta ma ricomprendendo in questa figura iconoclasta (che ho scritto??) un tizio dietro ad un qualsiasi sportello , che deve fornirti un servizio -  sfogarsi su questi schermi , oggi esterno anche io il mio grido di rabbia. in realtà è un fatto accaduto qualche anno fa, ma in questo periodo di prova di rilancio del blog sto rivivendo i miei traumi passati, riciclando vecchi post. In compenso provo a riscriverli in un italiano leggermente meno approssimativo. Tra 5 anni riprenderò ancora una volta questo post e per allora almeno le virgole saranno al loro posto, prometto. 


Stavolta la parte dell'impiegato della posta sarà interpretata da una cassiera del supermercato sotto casa, quello in cui andavo a fare la spesa quasi ogni giorno. Quei posti dove dopo un po' ti senti quasi a casa, tipo che il salumiere quando ti vede già sa cosa deve darti ed anticipa la richiesta, restandoci pure un po' stranito se per una volta invece del crudo prendi il cotto.
Anche con il personale alla cassa si era creato un minimo di confidenza , pur non andando mai oltre il buongiorno e buonasera e qualche occhiata complice se tra le clienti c'era qualche bella pulzella , oppure uno scambio di mezzi sorrisi annoiati quando qualcuno arrivava con la bustina della verdura senza averla prima pesata e dovevi perdere tempo.


Vi salto comunque la lista della spesa, facciamo un flash forward direttamente fino al momento in cui poggio le cose che avevo preso sul nastro. Stavolta sono nella fila di una cassiera appena sopra la trentacinquina, che in altre occasioni avevo evitato perchè aveva il vizietto di fare lunghe conversazioni con i clienti ed i tempi si allungavano sensibilmente. (oh, ma lo sapete che fino a qualche anno fa credevo che "sensibilmente" indicasse una variazione di piccolo conto, quasi impercettibile? ed invece...mi si è aperto un mondo)


Dietro di me, intanto,arriva un signore e riempe il nastro senza lasciare una distanza evidente tra le cose mie e sue. Non era stato messo il divisore, e quando la cassiera inizia a passare gli oggetti sotto il codice elettronico, dopo tutti i miei passa anche un paio di altri di sto tizio.
La fermo, dicendo che non era roba mia, e lei fa:
"mettete il divisore!"
(e fin li va bene , mi prendo pure la cazziata,nessun problema)
Chiedo scusa, anche se sotto sotto resto convinto del fatto  che un simile onere spettasse in capo al tizio dopo di me, o che al massimo avrebbe dovuto mettere le cose ad una distanza maggiore, come faccio io quando non c'è sto casso di divisore.
Comunque tutto a posto, so' zozzerie, il mondo gira ancora , l'umanità potrebbe cogliere l'occasione per iniziare una nuova era di speranza, gioia, di nuovi rapporti tra le persone basate sulla mancanza di divisioni.

Ma poi, questa continua:
"eh no , mo devo fare tutta una procedura per annullare, aspettate , dovete mettere il divisore!"
(e so due, anche se non ho capito se mi sta dando del voi o incolpa entrambi)

Vabbè , scusi di nuovo, maestra.
 Il signore dietro annuisce come per dire anche lui "vabè , scusi, sono mortificato"

Mentre la tizia ridigita qualcosa , dice ancora una volta , guardandomi:
"eh , mo devo fare tutta una operazione così , dovete mettere il divisore!"
Rimango un attimo in silenzio, poi abbozzo una timida difesa del tipo :
"Ma non lo doveva mettere chi sta dopo?"
"NO! LO DEVE METTERE LEI!

(e chiedo per la terza volta scusa , ormai tipo pilota automatico, come faccio con il Cagnaccio , di solito però con lei funziona per azzittirla o placarla)

Poi inizia la paternale moralistica:
"eh, no , poi vede si creano le attese, le file..."

Oddio. Proprio te mi parli di attese, che quando era il periodo che era di moda il sondino per dimagrire sei venuta a lavoro e ad ogni cliente curioso non facevi altro che spiegarne il funzionamento, mentre mi si scioglievano i bastoncini dalla busta termica.
Fai tanto la gradassa perchè sono da solo, se fosse qui la mia donna sarebbe iniziata una battaglia epica. Probabilmente sarei andato a prendere i popcorn dagli scaffali in fondo a destra.

Di solito sono sempre dalla parte del lavoratore. In fondo io oggi non lavoravo , mi son svegliato tardi, mentre magari sta tizia , nonostante sia sabato , è in piedi dalle sei.
Magari ci son tanti altri clienti che con le loro piccole cose fanno perdere tempo, però che cojoni l'hai detto una volta, due poi basta. Il concetto è passato , forte e chiaro.
Mo' lascia stare che so' piccolezze, però se magari io fossi stato un altro tipo di persona , quello che ti saresti meritato,  e fossi  entrato a gamba tesa in polemica dicendo qualcosa del tipo:


" Ho capito , me l'hai già detto tre volte, ed io tre volte ti ho pure chiesto scusa, hai deciso che la colpa è mia ignorando il fatto che sto tizio voleva fare accoppiare il suo pacco di sale  con le mie mele , che stavano da sole per i fatti loro , ma no lui voleva che stessero vicinivicini,evvabbe ti ho fatto perdere un minuto , ma mo' che spaccimma inguacchiata vai truanne granda zombapereta? che r'è , a tien stort? stammatin si sces a gopp o liett co' per sbagliat , o' sondin nun a' fatt nisciun effetto e mo vuo' romp'r e pall a mme?"



Ovviamente , invece, sono stato zitto. Perplesso, un po' attonito da simil violenza verbale , intento a ribadire, ma vigliaccamente inerte. 
Vabbè difficilmente entro in polemica , a meno che non sia  proprio una cosa grave o a cui tengo.


Vediamo il lato positivo della cosa.Ho ormai acquisito il principio ( formatosi in via consuetudinaria) di vita comune civile in base al quale è il cliente che viene prima a dover mettere il divisoe per quello che viene dopo. Norma di cui ignoravo l'esistenza (e nemmeno il procedimento di formazione, se è stata elaborata a seguito di referendum oppure in regime dittatoriale) ma che d'ora in avanti rispetterò persino meglio del quinto comandamento, non sia mai acchiappo un'altra persona così , che poi me le sfracella.
Poveraccio il tizio che ce l'ha a casa, già me l'immagino:

"Ho detto che non devi camminare sul pavimento che ho appena lavato!"
"Scusa cara, hai ragione!"
"Guarda che hai fatto, adesso devo ripulire..."
"Mi spiace, scusa..."
"Eh guarda qui , tutte le impronte..."
"uhmpf , e scusa..."
"Eeeeeh , ma dico io , sto pulendo...."


Oddio.
Sarà uno di quelli che poi ti strombazzano al semaforo , se non parti subito.

2 commenti:

Vanessa ha detto...

Rido verde, perché sovente scarico anche io sul blog pensieri e parole non detti in seguito a piccoli fatti noiosi del quotidiano.

Però son d'accordo con te: credevo fosse compito del cliente successivo arginare le spese: io son davanti, magari gli altri non vogliono ancora mettersi in coda e ciondolare fra gli ultimi scaffali... al più ci pensino loro a dividere. E invece, in questo Piemonte borderline fra pignoleria e piccineria, meglio mettere le mani avanti e i divisori dietro, magari con lentezza ed eleganza, come se non ci importasse più di tanto...

kermitilrospo ha detto...

io per non rischiare lo metto sempre davanti e dietro (giuro)