sabato 30 giugno 2012

Le avventure di Scoopy # 1 - Consapevolezza


.... E niente.
Se vi piacciono poi con calma ne arriveranno altre... dovete solo chiedere.

Io sono sincero! Parlo in faccia!

Durante la tua vita devi convivere con il fatto che incontrerai un ( bel ) po' di persone che fanno parte di una strana categoria, peggiore solamente di quelli che sai-io-quando-voglio-una-cosa-la-ottengo-sempre , sto parlando di quelli che " Io sono sincero, parlo in faccia, dico tutto quello che penso"

Ora, fermo restando che è universalmente riconosciuto il valore della sincerità , della schiettezza e dell'onestà , il fatto di dire esattamente quello che si pensa non è che autorizzi a dire tutto quello che si vuole. Perchè così è troppo facile.
Nella vita a volte devi darti dei pizzicotti e lasciar stare.
Altre volte devi mentire spudoratamente , per non far star male qualcuno.
Altre ancora , per quieto vivere o perchè stai parlando con una persona che non è in grado di capire, devi avere l'intelligenza di evitare polemiche sterili, anche se legittime.
E' troppo facile parlare senza freni, senza tatto, senza riflettere.

Chi fa parte di questa categoria ama ostentare questa sua dote, sciolinando appunto il tormentone di presentazione del proprio comandamento , come se tutti gli altri fossero ipocrita  senza palle.
te lo dicono fieri, orgogliosi, per giustificare spesso mancanza di tatto o eccessiva polemicità.
E tu vorresti tanto dirgli qualcosa tipo " si però dovresti anche pensare prima quello che dici", ma purtroppo te non sei onesto e non dici tutto quello che pensi.
Eh, no.

Insomma si fa una confusione, secondo me, tra sincerità e onestà. La prima non include necessariamente la seconda, come non include il dire cose intelligenti.
A volte l'intelligenza si unisce all'esperienza, e queste due cose combinate con la sensibilità ti fanno capire quando è il caso di dire qualcosa o meno.

bene, visto che questo post è un po' pallosamente riflessivo, chiudo con qualche esempio che considera un mondo in cui tutti gli esseri umani fanno parte di quelli che "io so' sincero, se devo dire una cosa la dico!"

Tizia , appena uscita dal parrucchiere: "Allora, come sto?"
Caio, fidanzata di Tizia : "Stai malissimo , spero che almeno tu abbia speso poco!"

Sempronio: " Caia, ma tu.... mi ami?"
Caia: "Mah, ci sto provando , ma penso ancora al mio ex. Però secondo me prima o poi lo dimentico, quindi aspetto ancora un po',prima di lasciarti, dai!"

Cliente: "che dice, come mi sta questo vestito? Non è un po' troppo stretto, con i lacci?"
Commessa "Guardi, sembra una braciola!"

venerdì 29 giugno 2012

La grande ed eterna amicizia tra donne

Tante - ma tante - persone ogni tanto, come argomento di conversazione-base , si chiedono se esista o se possa esistere l'amicizia uomo \ donna.
Orbene, credo si potrebbe anche porgere l'attenzione sul seguente quesito: esiste l'amicizia donna\donna?

Nel senso, ovvio che ci sono tante donne che hanno amicizia sincera ecc, mo' non generalizziamo, è solo lo spunto per parlare dell'argomento di questo post , che sarà appunto "L'eterna amicizia tra due donne che poi dura qualche mese (o anno) e non si sentiranno mai più per tutta la vita"

L'amicizia maschile è qualcosa di molto libero, raramente ossessivo nel senso di esclusivo, si puo' essere amici di Franky senza per questo evitare di frequentare altri, è una specie di coppia aperta, anzi se ne hai uno in più portalo che ci si diverte di più. Poi ci sono i periodi che uno stacca un po' , magari ci si fidanza ed i primi tempi uno esce scemo e non chiama gli amici, ma poi torna e tutto a posto, come prima.

L'amicizia femminile, invece , è un fenomeno molto molto simile all'amore.
Nel senso che nasce così, d'improvviso, senza nemmeno un motivo. Le vedi che si conoscono una sera, ed iniziano a parlare parlare parlare , due cojoni che non vi dico, le lasciate un po' da sole "guarda che schifo quella borsa" "guarda quello mmm  " e l'altra " eh si mmmm" e si sorridono (all'inizio non si sbilanciano di più ;p ) e nasce il sentimento. Si scambiano il numero,si  danno appuntamento per vedersi presto.
Oppure nasce sui banchi di scuola , si puntano , si trovano e "saremo amiche per sempre".

Come l'amore poi questo tipo di amicizia vuole anzi pretende esclusività.

 "Che hai fatto ieri sei uscita con Mark e Robert e non mi hai chiamata?"
"Eh scusa mi hanno invitata all'ultimo"

mmm

come tutti gli amori, basta poco ad inclinare la serenità.
Però , finchè dura, è tutto un "amica mia" "solo tu mi capisci" e si progetta di prendere casa insieme che hai visto che in "Friends" funzionava , un giorno si faranno giocare insieme i bimbi ...
si esce a quattro con i ragazzi, "hai conosciuto uno, ce l'ha un amico carino?"


Poi , pian piano, che non te ne accorgi nemmeno, arriva lenta ed inesorabile la fine dell'amore.
Forse interviene un terzo,che interessa ad entrambe, forse il terzo si prende una parte di quell'esclusività di tempo\ attenzioni che questo rapporto femminile sembra richiedere, a volte arriva una terza nuova grandissima amica però solo di una, o magari semplicemente succede che si cambia. Carattere, gusti, abitudini.

Insomma, tanti motivi e l'idillio di ciò che doveva durare per sempre finisce.
Piano piano tagliano i rapporti, ognuna si trova altre compagnie.
Se per sbaglio ti scappa una domanda "ma non ti vedi più con Tizia?"
Caia ti guarda così , sospira e fa una faccia malinconica, sembra uno che ha problemi di coppia.
Ed il tempo passa, si finisce per non parlarsi, per non chiarirsi, proprio come due innamorati.

Arrivano proprio a non sentirsi più, peggio di due ex rancorosi.
Succede.
E va benissimo , è la vita.

però se ripensi a quando le vedevi insieme, tutte sempre sottobraccio,sempre insieme come due testicoli,  a giurarsi ed ostentare al mondo il loro eterno amore, ti chiedi come sia possibile vivere un sentimento così forte, con una parabola simile, che poi finisce così.

un sentimento che non sia amore, intendo.

giovedì 28 giugno 2012

Quando vince l' Italia i tamarri escono come formiche

scusate , so che il tema è inflazionatissimo in questi minuti, so che si parlerà della partita  praticamente ovunque , ma una cosa devo dirla , soprattutto sull'aspetto folkloristico: Che cacchio c'entra il fatto che l'Italia vinca con il dover fare i tamarroni con la musica house o commerciale a palla nella macchina?

Cioè io capisco (capisco è un termine forte) quelli che bussano il clacson allegramente , quelli che sporgono la bandiera, persino quelli che accendono le quattro frecce (no , sinceramente neanche tanto quelli).

Ma i tamarri che ne approfittano per tamarrare no, proprio no.
E non è che mettono l'ìnno di Mameli a palla, magari pure remixato che andrebbe pure bene, ma canzoni proprio tamarre che tra l'altro secondo me so' pure vecchie.
Non è che hanno le palle di farlo sempre, approfittano di questa occasione per provare i bassi delle casse, per farsi belli ma agli occhi (anzi alle orecchie) di chi?
Che cosa passa per la testa di uno che mette la musica a palla , per farsi sentire da tutta la strada?
E soprattutto, ma non gli scoppiano i timpani?
Boh.

oddio quanto sto diventando vecchio ed intollerante!

Non è che pure voi lettori siete tamarri in questo senso? Dite la verità , devo sapere.

Revival il mio meme

Niente, mi venne lo sfizio di fare un meme , di quelli che girano su fb e che sono comunque apprezzabili per l'ironia legata all'espressività ecc ecc ecc

Quando lo postai , mesi fa , ovviamente non avendo lettori sul blog, non c'era nessuno che se lo potesse cagare.

ora che un po' di gente c'è , ve lo ripropongo, come fosse un dolce che nessuno si era magnato e vabbè lo consumiamo oggi che è ancora buono.

Ormai sono quasi cintura marrone di Paint

Dalle frasi da cioccolattino ai link su Fb

Ciao lettori, benvenuti al vostro appuntamento quotidiano con la stupidità.
Oggi parliamo di aforismi.
Dovete sapere che , nel corso della storia dell'uomo, ogni tanto un singolo individuo se ne è uscito con una bella frase ad effetto, di quelle che uno pensa "ua' che ha detto" e tutti in silenzio a riflettere.
In questi momenti si genera invidia da parte di tutti i presenti, che pensano qualcosa tipo "lo volevo dire anche io, mannaggia!" oppure "io questa cosa l'avevo pensata proprio ieri , mentre ero a letto, ma ormai..." e quello che diceva "eh no, eh ! l'ho detta io,ormai! Avete sentito tutti! E' mia!MIA! Sto già chiamando la SIAE!"

Insomma è partita la corsa per appropriarsi il copyright dell'affermazione, di modo che tutti sapessero chi ha detto quella frase, e nell'immaginario collettivo tutti pensassero "ma che saggio che è Tizio!"  "ma che profondo che è Sempronio!".
E' pura e mera gloria, da sempre cercata dall'uomo.

Fino a qualche anno fa, gli aforismi erano una cosa diciamo un po' di nicchia, era pure bello che uno li trovava nei libri, o in qualche lettura in generale, oppure nella forma di citazione in qualche bel discorso, ed eri pure contento che ti sentivi quasi un intellettuale. Per quanto riguarda gli aforismi più scontati, quelli più banalotti, quelli finivano direttamente nei cartoncini dei Baci Perugina, ed infatti quelle frasi , magari frutto del pensiero e del sentimento di illustri pensatori, venivano degradati a "frasi da cioccolattino!"  e , a causa dell'abuso, perdevano molto del loro fascino.

Oggi c'è Facebook.
Gli aforismi vengono chiamati comunemente "link" , che poi significa "catena" . Insomma, uno prende e li trova nei siti specializzati che ne raccolgono di tutti i tipi, con suddivisione per materia e per autore, ci mette una bella immagine a tema tipo una tizia tutta incazzata, sognante, felice, rancorosa o un'altra espressione a cacchio, ci piazza vicino la frase con Paint , et voilà il link è fatto.

Tutto questo ha reso le citazioni , da delicato e raffinato strumento per riassumere in poche parole un concetto nel miglior modo possibile, in una accozzaglia di frasi da piazzare lì per darsi un tono.
Ed una delle cose importanti è poi mettere lì , tra parentesi , l'indicazione di chi quella frase la ha detta, ovvero il "citato", cosa che di norma conferisce prestigio ed autorevolezza alla frase. Ad esempio, non so perchè , ma ogni tanto spunta qualche frase la cui paternità viene attribuita ad Albert Einstein. Ora, qualche frase l'avrà pure detta effettivamente lui, ma da qui a dire che filosofava su tutto ce ne passa. Mi fa sorridere quindi il fatto che qualcuno, per dare un tono di intelligenza alla frase, l'abbia attribuita ad una figura che nell'immaginario collettivo si associa ad essa.

Tornando al discorso dell'abuso di aforismi, trovo personalmente che ormai si sia perso il valore dell'aforisma in quanto frase impattante, che ti fa riflettere , che non ti aspetti.
Te ne spiaccicano sugli occhi talmente tante , e totalmente decontestualizzate , che è come una tavola piena di tanto buon cibo che ti passa la fame.
Insomma, la vera abilità dovrebbe stare nel riuscire ad associare la frase giusta alla situazione che si sta vivendo , ci vuole tempismo, per dare fascino all'aforisma, che non puo' prescindere, secondo me, dall'attualità e dal contesto.

Vabè scusate oggi post semi-serio, magari siete venuti qui per leggere due cose leggere e divertenti e mi è uscito sto pippone sugli aforismi...vedrò di rimediare col prossimo post ;)

mercoledì 27 giugno 2012

Le Fantastiche avventure di Scoopy !!!

Ciao cari lettori, benvenuti al consueto post settimanale dedicato alla cacca.
So che molti di voi attendono con trepidazione questa rubrica , che rappresenta il motivo principale della loro iscrizione tra i lettori fissi, e quindi vi accontento con piacere.
Per tutti gli altri, un po' di pazienza.

Allora, oggi parliamo di uno strumento presente nei bagni di ognuno di noi , agile , snello, sempre pronto all'uso: Lo scopettino!

Se fosse vera quella teoria che espongono alcuni ( ma chi? boh) che dopo essere morti ci si reincarna in oggetti , e sempre se esiste una sorta di giustizia divina che ti assegna all'oggetto in base a come ti sei comportato in vita, tipo ogni buona azione un bollino , a mo' di raccolta premi , che a 10 bollini diventi il sellino di una cyclette da palestra ,a 20 un assorbente interno,  a 100 un'imbottitura per reggiseno, a 500 un rossetto e a 1000 bollini diventi il perizoma di Jennifer Lopez ecc ecc allora sicuramente chi ha dai 0 ai 5 bollini finisce per divenire uno scopettino per il wc.

 ( se siete in pausa pranzo oppure avete appena iniziato la fase digestiva vi consiglio di non leggere)

il suo è uno sporco lavoro, del genere "che qualcuno però deve farlo" , un lavoro di sostegno e supporto quando l'azione modello cascata vigorosa dello sciacquone non basta , una lotta contro i residui più resistenti, di quelli che l'avevi proprio spiaccicata lì, che è scesa lentamente  e ha lasciato traccia del suo percorso. A quel punto lo scopettino riceve la chiamata , sente la mano del defecatore che l'impugna , ed inizia a rassegnarsi al suo grigio , anzi marrone destino.

a questo punto, ed ecco la mia idea rivoluzionaria da proporre alla Disney o alla Pixar o a chi per loro si occupa di animazione digitale, secondo me si potrebbe girare un bel cartone animato profondo, introspettivo, la cui trama della scena iniziale potrebbe essere più o meno questa:

Ecco il nostro Eroe , occhi azzurri, bel sorriso, pizzetto marrone ("pizzetto"?mmm)


Lo scopettino viene riposto.

Scoopy : "Mmm ancora pomodoro , ma questo è stupido il dottore gli ha detto di evitarlo, che fa male al pancreas!" - mentre si sciacqua con la poca acqua a disposizione.

LinoSpazzo : "Amico, come va?"
Scoopy : "eeeeh tutto ok, grazie.Almeno era fresca!"
LinoSpazzo: " "coraggio, anche io stamattina sono passato vicino ad una carie..."
Setolesfibrate: " Lino , e sta' un po' zitto... un po' di sensibilità!"
LinoSpazzo: "Ehy vecchio , ma te che vuoi? Quando si decidono a farti fare il grande viaggio?"
Scoopy: "Ehy porta rispetto a chi ne ha passate più di te! E ricorda che nessuno è eterno, tra qualche mese anche tu sarai nelle stesse condizioni!"

WiCino: "Ehy Scoopy , mi prude un po' , sei sicuro di aver strizzato per bene?"
Scoopy: "Certo , ho fatto un bel lavoro , anche se mi ha costretto a farlo in fretta"
WiCino: "Sarà, comunque sento un po' di fastidio, speriamo che qualcuno tiri presto lo sciacquone!"
Scoopy : "E pensare che se avessi fatto qualche buona azione in più, anche solo un paio, oggi potrei essere al tuo posto!"
WiCino: "Dai, ormai non pensarci. E comunque io per il grande viaggio dovrò attendere più di te."

Intanto si apre la porta, ed entra una donna, prende il vecchio asciugamano  e lo sostituisce con uno nuovo , poi fissa un po' l'interno del wc e dice:

"Caaaaaaarlo! Stai più attento quando vai in bagno!Io non lo faccio più per te! Pulisci bene , appena hai finito! Che stasera poi abbiamo gli ospiti!"
ed esce.

WiCino: "Oddio,è vero ,  stasera hanno invitato i parenti per la cena, viene anche la cugina, quella che rimane almeno venti minuti seduta su di me ogni volta , che palle!"
Manasciughy: "E c'è di più! Ho sentito che stasera devono fare la fagiolata!"

Scoopy: "NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!"


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Secondo me il personaggio ha del potenziale, la trama va un po' approfondita. I personaggi secondari hanno le loro sfaccettature , poi bisogna un po' lavorare sui colpi di scena.
Però credo si colga la profondità dei dialoghi e delle riflessioni intimistiche che possono essere sviluppate. Va valutata la possibilità del 3d , anzi del 4d , diffondendo nelle sale gli odori per far sentire il pubblico all'interno dei luoghi.

Inoltre c'è la possibilità di creare gadget "ad hoc" , ve li immaginate i personaggi del film  che hanno i pupazzi serviti da Mc Donald con l'happy meal?

Potrebbe essere il film di animazione del Natale 2012.

martedì 26 giugno 2012

L'ultimo pranzo (a menù fisso)

Cari lettori,
ieri ho rischiato di decedere.
Sul serio,abbiamo rischiato di non leggerci più. Roba che mi facevano il servizio con la musichetta di sottofondo a Studio Aperto , raccontando la cronaca della stupida fine di un giovine e promettente blogger. Roba che poi tra qualche mese sulla Settimana Enigmistica nella rubrica degli aneddoti raccontavano cosa era successo, che uno legge e dice "ua' che scemo!"

Ma andiamo per ordine.
Eravamo andati a pranzo in una di quelle cose tipo trattorie che ti fanno il menù a prezzo fisso, che paghi poco e mangi bene. Arriva il menù , lo osservo con attenzione. (tra l'altro, dopo il mr strepitoso di un paio di post precedenti, comincio a pensare che sia meglio mangiare a casa)
Un piatto non mi piaceva, un altro mi piaceva ma il Cagnaccio aveva già iniziato a ringhiare che sto a dieta, un altro era ok ma l'avevano finito, insomma restava solo una specie di pesce al filetto. (ho rimosso pure che tipo era)
Lo prendo, iniziamo a mangiare e chiacchierare.
Ora, premetto che non mangio spesso il pesce, comunque ho fatto una pulizia sommaria, mi è andata bene per i primi bocconi, poi ad un certo punto interrompo il discorso che stavo facendo

 - coff -
"Che hai?"
- coff splut blllllluuuurrrgggghh splut - 
"Prendi un fazzoletto! hai cacciato una spina?"

e mi alzo , con le mani a tappo della bocca, percorrendo la breve (per fortuna) distanza che separa il tavolo dalla porta del bagno. Per fortuna - di nuovo - non era occupato, perchè ho iniziato a vomitare già nell'anticamera. Si era attivato il sistema di difesa "Linda Blair" (dal nome della protagonista de "L'Esorcista" ) con fiotti brevi e ripetuti a distanza di pochissimi secondi.
A proposito, mi sono dimenticato di dirvi di non leggere questo post mentre state mangiando, scusate.
Comunque , dopo aver spruzzolato un po' qui un po' la , buona parte però devo ammettere nel wc , continuavo a sentirmi sta cosa in gola. A quel punto, memore di tante puntate di Dottor House, E.R. e Scrubs , mi faccio coraggio e inserisco la mia mano all'interno della cavità orale.
All'altezza più o meno dell'ugola, ma sulla lingua, era piantata a mo' di bandiera degli USA sulla luna una spina enorme , infatti era una grandissima baldracca e ve la propongo:

Non sembra il dente di uno squalo?
Eccola lì , la bestia immonda. Voleva dimorare nelle mie fauci , ed io l'ho estratta , dopo due \ tre minuti di panico  feroce lotta. Comunque, parlando seriamente - si fa per dire - son contento di aver verificato che il mio sistema immunitario risponde prontamente agli attacchi dei corpi esterni.
Che stupido, dovevo stare più attento. E dire che anche il maestro Miyagi , in karate kid 5 , per tutto il primo tempo non fa altro che ripetere all'allievo: " Daniel-San , attento alle spine!"

Quanto alla spina, a quella grandissima T++++ , b++++ina zombap++++ , avrei voluto prima macinarla, poi bruciarla, poi spegnere le ceneri con la mia urina, e poi mettere i residui in un'urna davanti alla tv e farli assistere alle repliche dell'intero Grande Fratello dell'edizione passata.
Mi sono limitato a buttarla nell'immondizia.


Comunque poi, una volta tutto risolto e fatta la pulizia sommaria della stanza, giusto per non far pensare chissà cosa , esco e torno al tavolo, con tutti gli occhi arrossati e lucidi per lo sforzo, e trovo lei con il mano il telefono.

"ti stavo chiamando!" mi fa'.
"ma non l'avevi sputata al tavolo, nel fazzoletto?"

Cioè , ma che pensava che avessi la diarrea?
;)


Vabbè.

lunedì 25 giugno 2012

Cogli la Cassata vol. 6

Buon inizio settimana a tutti... per me sarà pesantissima , visto che è l'ultima che mi separa dall'esame. 
Sette giorni.... mi ricorda qualcosa.




 

Questa ragazza ha decisamente bisogno  di un buon estetista.


Comunque , visto che non sono in vena di grandi battute o brillanti monologhi sociali , per oggi ci limitiamo al giochino del cogli la cassata. Vi ricordo che poi chi indovina ha il diritto di scegliere l'argomento che dovrò trattare nel prossimo post. Nicole si astenga , in quanto ha vinto l'ultima.
E vediamo di far durare il gioco più di quindici minuti.
trattasi di un film
 Allora, statemi bene io devo anna' che qui il libro mi chiama e ho messo la segreteria , però ora tocca rispondere. Buona giornata dal vostro - oggi decisamente sottotono - spacciatore di cassate di fiducia.

domenica 24 giugno 2012

Mister " ssssstrepitoso! "

Siamo andati a cena in un ristorante tutto chic dove però si magnava a puorchi , come piace a me.
Era una cena a base di carne, comunque tranquillizzatevi che non intendo recensire il ristorante, ma solo raccontarvi una cosetta che è successa.
Eravamo seduti accanto ad un'altra coppia,ad un certo punto , cercando di sbrigarci che stava per tornare il cameriere , vediamo un po' sul menù che cosa prendere. per la carne tutto ok, però poi mi andava il contorno. Però non la solita insalata, basta con quest'erba con olio  e aceto che costa pure un occhio della testa, vediamo un po'.... mmm... "patata con salsa cipollotta" , leggo e propongo.
"Secondo te che roba sarà?" aggiungo.
Ed il mio cagnaccino , senza farsi problemi, fa' : "E' quella!" indicando una patata avvolta nella carta stagnola, presente sul tavolo dei nostri vicini.
A quel punto il tizio, che aveva sentito e sembrava non chiedere altro che fornirci un suo parere, si sbilancia alla grande con un per nulla equilibrato ma assolutamente entusiastico "Sstrepitoso! Consigliatissimo!"

Cavolo se mi aveva convinto.
Non è che aveva detto "Massì" oppure "vi dirò, non è male" e nemmeno "Personalmente lo gradisco, poi è soggettivo." . No, ha detto proprio "guardate, è ssstrepitoso."
E allora proviamo sta patata cipollosa, o quello che era.
Ordinata.

Passano un paio di minuti, mentre stiamo chiacchierando io e lei arriva il cameriere dalla coppia vicina e chiede: "tutto bene? come era la carne?"
Allora , sempre lui (con lei che non ha mai detto una parola) " Benissimo , era Ssstrepitosa!"

Io e la mia lei ci guardiamo, in silenzio , ci scambiamo un sorriso e continuiamo a parlare dei fatti nostri.
Dopo un po' lui, che parlava a voce un po' alta - ma senza esagerare - dice qualcosa tipo "e questo era Sstrepitoso!"

Ok, c'è qualcosa che non va.
Inizio ad essere ssssospettoso.
Ci guardiamo in silenzio , con lo sguardo un po' preoccupato, pensando la stessa cosa.

O qui è tutto Sssstrepitoso, oppure sto tizio ha una scala di valutazione che parte dal "Fffantastico" ed arriva all'  " Eccezzionale".

Dopo un po' arriva pure 'sta patata. A sto punto sono curioso , vediamo un po' quanto soggettivo puo' essere un parere.
Direi che puo' esserlo molto.

Ho pure dovuto criticare la patata a bassa voce, che magari il tizio ci rimaneva pure male.
"amo', non è niente di chè"
"eh , ma io te l'avevo fatto capire!"
"eh ma quello aveva detto sstrepitoso, che dovevo fare?"

Vabbè ,poi ci siamo un po' vendicati dato che da allora, qualunque cosa ci veniva portata , la commentavamo come "ssstrepitosa." E si ridacchiava .
E dire che il maestro Miyagi , in karate kid 4, lo ripeteva più volte "no,no,no,no,no Daniel-San! Non fidarti degli sconosciuti ai tavoli accanto e delle loro valutazioni!Segui il tuo istinto!"
Comunque , vi prego di credervi, indovinate un po' come è stato valutato , sempre dal nostro vicino generoso di voti , il dolce?

sabato 23 giugno 2012

Problemi da emigranti

Per un napoletano che la vita porta ad emigrare in un'altra città arriva , prima o poi , il momento in cui ti rendi conto che devi affrontare uno scoglio grandissimo. Un problema che ti porterai avanti per tutta questa tua seconda vita, e che non potrà che peggiorare man mano che ti spingi più a nord.
E' un problema annoso, che riguarda tutti, indipendentemente da quanto tu possa essere o meno bello, ricco , acculturato o simpatico.
Non è facile per nessuno.

Sto parlando del fatto che è impossibile trovare una pizza buona quanto lo sia giù, a casa.

E che cacchio...  a Roma la fanno sottile, croccante. Ma che è pizza quella?
Eppure tutti si ostinano comunque a chiamarla così, nonostante non basti (per me) prendere della farina, dell'acqua , stenderla in forma vagamente rotonda e piazzarci sopra della roba.
Eppure se parli con 10 romani , altrettanti 10 ti diranno che loro preferiscono la pizza "alla romana".
Insomma, a loro quella più spessa, bella con la mozzarella di bufala filante e col pomodoro fresco che viene un po' di bavolina solo a scrivere, non fa' impazzire.
Mo' che è , il fatto della volpe e dell'uva? O sono abituati così?
Comunque eccola qui, guardatela quanto è bella :




per riconoscerla , il vero napoletano quando arriva al tavolo il cameriere e la porta ancora bella fumante, fa' una cosa molto semplice, la "alza" e vede sotto quanto e come è cotta.
Ovviamente deve essere rigorosamente fatta con il forno a legna, che quella elettrica, per quanto possa essere buona, non è mai al livello di quest'altra e si corre il rischio che somigli a quelle surgelate che vendono nei supermercati. In ogni caso la cosa triste è che nelle fotografie ingannevoli che tutti i locali mettono di una pizza quella che si vede è la napoletana, mentre poi ti siedi e ti arriva una cosa strana sottile e friabile, manco fosse un craker con sopra del formaggio.

Scusate , ogni tanto la nostalgia si fa sentire.
Invece devo ammettere che a Milano esistono varie pizzerie dove la fanno come piace a me, in quanto molti da giù son immigrati nel capoluogo lombardo ed hanno aperto una pizzeria. E ovviamente la fanno come la sanno fare. Son spesso piene, i camerieri ed il personale in generale è tutto campano, ti senti a casa. Addirittura hanno i " friarielli " . Come faccio a descrivervi cosa sono i friarielli? Non sono nè broccoli nè cicoria, ma sono la morte di ogni salsiccia. L'anima gemella. La pizza salsicce e friarielli è un classico che è raro trovare oltre i confini partenopei. Scusate, qui oltre alla nostalgia anche la fame si fa sentire.

A volte , seduti ai tavolini del centro di Roma, non è difficile vedere un turista che si magna la ormai classicamente stupefacente Pizza con l'ananas.
Con l'ananas. vi rendete conto?
Io lo so che i gusti non si discutono...però....

e che cacchio.
Ma statti al tuo paese a fare ste schifezze.

venerdì 22 giugno 2012

L' Approccio da Cani

Oggi sono andato al parco, dato che la testa , un po' per il caldo un po' per il troppo studio che non sono abituato , mi scoppiava.
E' un parco tutto bello ordinato, se non fosse per il fatto che è pieno di moscerini ed insetti vari, che se ci tieni a far conversazione o semplicemente a non respirare solo col naso, devi per forza includerne un due etti nella tua dieta. Comunque  è talmente ben organizzato che esiste un'area recintata in cui i cani sono liberi di scorrazzare , rincorrere palle e bastoncini , segnare il territorio.
Ragazzi , sono piene di gnocche.
Ho notato che sono davvero pieni di ragazze che accompagnano il proprio cagnone a divertirsi e si siedono su di una panchina. Le padrone di solito stanno lì , sedute , mentre il loro Fuffi odora il sedere di un altro quadrupede.Le più organizzate si portano dietro un libro, le altre leggiucchiano il cellulare, ma la verità è che tutte ogni tanto alzano gli occhi , sospirano ed hanno quello sguardo da " dove sei , oh Padrone Azzurro?"

Possibile che non ci sia nessun Figo padrone di Fido pronto ad avvicinarsi? Come nei film?
E possibile che quando cerchi un cane solo per strada, non trovi un cane?
Qui si poteva fare l'approccio-bau .

Non giudicatemi male, lo so che sono impegnato, è solo l'istinto cacciatore maschile, è presente in ogni maschio della specie umana, ed è anche più forte , in quanto represso , nel maschio fidanzato.
Tanto è solo un così , per parlare.
E non fate i moralisti, stiamo solo supponendo, per giuoco.

Allora, servirebbe un cane ,dicevo. Magari lo addestri , gli spieghi quale cane puntare per fare i loro giochi che si rotolano a vicenda,fornendoti l'occasione ideale per l'aggancio.
E' il fascino dell'occasione, della conquista , che ha una bellezza anche fine a se stessa, se vogliamo.
Però , pensi , in fondo questa ragazza è abituata ad un essere peloso che le gira per casa, che addenta tutto quello che trova e si piazza su ogni divano per fare il riposino.
Andrebbe bene per te.

Ovviamente, in caso di approccio , la prima regola è farsi amico il cane. "conquista il cane, Daniel-San , e conquisterai la padrona" , diceva sempre il maestro Miyagi in Karate Kid 2 al suo allievo.
Se poi il cane scambia la tua gamba destra per un albero e te la umidifica, allora tu rispondi con una simpatica e sportiva risata. "Tanto co' sto caldo...." puoi aggiungere.

A quel punto lei, spinta dai sensi di colpa,difficilmente potrà rifiutarsi di darti il suo numero.


ps menzione d'onore per la mia donna, che mi ha suggerito il titolo adatto per questo post ;P

giovedì 21 giugno 2012

Come NON preparare un esame universitario

ciao cari bellissimi lettori miei, come state? vi state liquefacendo al sole? lo sapete che c'erano 40 gradi all'ombra? appena l'ho saputo mi ci sono tolto subito.
Comunque in questi giorni sto tutto esaurito perchè ho un esame a breve, e quale miglior occasione di ispirazione per scrivere un post? tra l'altro era pure l'oggetto della richiesta di nicole, che ha vinto l'ultima edizione del gioco cogli la cassata, quindi prendo due piccioni con un solo post.

Però io vi posso dire come NON preparare un esame, se volete avere una carriera universitaria di successo prendete tutte le cose che faccio io e comportatevi esattamente in maniera opposta.

Una volta che ho scelto il mese in cui fare l'esame, inizio a farmi un calendarietto per vedere fondamentalmente quanti giorni ho a disposizione. Facciamo di averne 45 , và.
a quel punto mi rilasso , penso che tanto c'è tempo.
ovviamente non ho sottratto i vari sabati, domeniche ecc , quindi i giorni effettivi a disposizione sono anche meno, in più metteteci il fatto che io sono un lavoratore studente, nel senso che la mia attività principale è il lavoro , ma gli esami ormai son 5 e tocca pure finirli, mica posso essere contribuente a vita con le tasse , che tanto la segreteria mi ha detto che la statua in cortile non mi spetta.
Comunque , dicevo , poi prendo il libro. E lì mostro tutte le mie stupefacenti capacità matematiche facendo la divisione delle pagine. Calcolo appunto le pagine da fare al giorno, calcolo che però presuppone che tutte le pagine X da fare al giorno siano di uguale difficoltà di apprendimento, e soprattutto che ogni giorno Y io abbia la stessa voglia e propensione a studiare. Il fatto è che le pagine al giorno tendono a crescere in maniera esponenziale, man mano che passano i giorni e ne salti qualcuno. Inizi che puoi fare tranquillamente e coscientemente 5 pagine al giorno, e ti trovi a dover fare 35 pagine per ognuno degli ultimi dieci giorni.
Che poi inizio studiare facendo l'errore che fanno molti: La prima volta si sottolinea e cerca di capire, la seconda si capisce e la terza si ripete. Ovviamente i geniacci che seguono questa metodologia impiegano il triplo del tempo rispetto agli altri. Poi arrivano gli ultimi giorni, ti svegli una mattina e pensi "Cazzo!"
Si ,proprio e semplicemente questo.  E' tardi, diamoci una mossa, a quante pagine al giorno sto?
Arriva il panico, e con il panico l'adrenalina. Che mi aiuta tantissimo , da pazzi. Magari l'avessi già un mese prima. Con l'adrenalina da sottoesame la mente diventa una spugna, ogni cosa la capisci recepisci e sei in grado di esporla correttamente. E iniziano i rimpianti, ti chiedi perchè ogni volta arrivi sotto sotto , rifletti sul fatto che ahai quasi finito e non ne hai fatto uno solo sereno, e speri anche solo in un giorno di rinvio.
Esso, l'ultimo giorno di cui avresti bisogno. Quello che ti permetterebbe di chiudere il cerchio.
C'è chi dice "vabbè ormai è fatta, l'ultimo giorno che vuoi imparà?"
Che vuoi imparà?
Io ho imparato interi paragrafi in sede d'esame, mentre toccava prima agli altri.
Cose che poi mi hanno chiesto.
Poi a volte ti va di culo, altre no.

Comunque in questi giorni scriverò un po' di meno, per ovvi motivi.
Comunque voi statemi bene, e non state troppo all'ombra , ricordatevi dei quaranta gradi!

martedì 19 giugno 2012

Uomini che acchiappano in spiaggia

Con sto caldo la voglia di scrivere è ai minimi storici, ma bisogna pur dare qualcosa in pasto ai fedeli lettori che perderli è un nonnulla (ho scritto nonnulla! ;D )  e quindi asciughiamoci la fronte grondante sudore, raffreddiamo il cervello e partiamo con un argomento tipicamente estivo

L'ACCHIAPPANZA SULLA SPIAGGIA

L'estate è il periodo per eccellenza degli amori mordi e fuggi , complice la seminudità dei corpi , i tramonti in riva al mare ed il fatto che molte ragazze fuori dal proprio paese , dato che non le conosce nessuno , la danno molto più facilmente. Ed hanno gli arretrati di dieci mesi.

Dal canto loro, anche gli uomini quando prenotano una vacanza da qualche parte hanno un unico criterio: "Ci stanno le femmine?"

E sono tanti i posti in cui "ci stanno" le femmine, il problema è vedere se poi "ci stanno" anche nell'altro senso. Tocca quindi industriarsi almeno un paio di mesi prima con palestra ,calcetto, corsa, dieta e tutto il resto per arrivare almeno un po' più asciutti e non farsi trovare impreparati all'avvio della stagione della caccia.

Di come si preparino le donne non posso parlare, al massimo qualche lettrice che vuol dire la sua potrà farlo nei commenti.

Comunque si arriva al giorno X , quello in cui si va in spiaggia. Alcuni uomini, in vista di tale evento, decidono di depilarsi o radersi i peli del petto , nonostante il noto luogo comune che alle donne non piaccia l'uomo liscio. In realtà alle donne piace tutto e niente, non si capirà mai sta cosa, ed allora tanto vale lasciarsi un minimo di peluria a ricordo della propria virilità. Una via di mezzo, così vai bene sia per quella che ti vorrebbe liscio ma puo' tutto sommato accontentarsi, sia quella che apprezza il pelo ed è contenta che non sia troppo folto.

Poi c'è la scelta del costumino. Anche gli uomini (non tutti, alcuni) si fanno il problema di cosa mettersi a mare. Fanno la prova costume. Se riesce, tutto ok. Se la prova non riesce, tocca iscriversi ad un corso di apnea , non per fare escursioni da sub ma per tenere la pancia in dentro il più possibile , almeno per i cinque minuti stimati di conversazione-approccio con una tipa, che magari dopo te la cavi dicendo "dai , io vado in acqua , vieni?"
E MAI STARE SEDUTI. MAI.
Che la pancia sembra il triplo. O stesi o in piedi , mentre approcci.
Il dilemma amletico è quello tra costume a pantaloncino e quello a "mutanda" (scusate non conosco termini migliori) . Il più diffuso è quello a pantaloncino, diciamo è quello meno appariscente ed ha pure le tasche. Una volta, una sola, provai quello "a mutanda" . Devo dire che è di una comodità assurda, soprattutto quando si nuota in acqua c'è una differenza pazzesca in termini di libertà di movimento. Solo che è un po' ehm... ambiguo... ah , è il costume "slip", mo' mi è venuto il termine.
Dicevo che un po' ci si imbarazza ad indossarlo. Anche perchè mette in risalto le forme , mettiamola così. Nulla di male, però ehm diciamo che c'è la sensazione che si veda un po' troppo e che mettiamo uno si ehm ecciti... la cosa appaia troppo lampante.
Vabbè è una questione di abitudine.

Comunque, veniamo a noi. Ecco i nostri uomini cacciatori con i loro costumi preferiti , con i loro petti lisci o ruvidi , che devono scegliere dove posizionarsi all'interno della spiaggia.
Se ci si trova in uno stabilimento attrezzato, si parla con il bagnino e gli si chiede di farsi posizionare accanto ad un gruppo di ragazze.
Ho fatto il bagnino per diverse stagioni, anni fa, e c'erano i ragazzi che dicevano "mi dai un ombrellone accanto alle figliuole" e anche le figliuole che dicevano "per favore, dato che vogliamo stare tranquille ci metti in un posto dove non c'è nessuno?" ogni volta era un dilemma etico.

Comunque, quando invece la spiaggia è libera, di solito si cerca un gruppetto di ragazze con almeno pari numero rispetto al gruppo di cacciatori, così potenzialmente non si scontenta nessuno, e ci si piazza non troppo lontano, non troppo vicino. Si posa l'asciugamano a terra con fare indifferente, nonchalance, "uh ma ci sono delle ragazze accanto?e chi le aveva viste...io mi so messo qui che è vicino alla riva e dal mare vediamo le borse sotto l'ombrellone!"
Di solito quando c'è il posizionamento le donne si guardano tra loro e con semplici occhiate si scambiano un messaggio del tipo "ci siamo, potevamo mai stare tranquille?"

Da lì in poi è tutta una esibizione di testosterone, il cacciatore uno prende l'ombrellone e fa sfoggio delle sue doti fisiche per riuscire a piantarlo senza farlo inclinare , il cacciatore due si toglie lentamente la maglietta, mentre guarda poeticamente il mare, convinto di essere osservato, e poi inizia a spalmarsi lentamente la crema solare. il cacciatore tre, quello giocoso, fa una corsa in acqua per bagnarsi, al massimo concede un tuffo un po' esibizionista.

Se le prede non hanno già cambiato lato della spiaggia, si puo' procedere con il doveroso approccio.
Le tecniche fondamentali sono due : La prima è inserirsi nei discorsi che le vicine stanno facendo, con qualche bella battuta calzante al momento giusto. Richiede molta faccia tosta, inoltre le donne possono farti osservare che stai ascoltando i fatti loro.
Essendo tale tecnica complessa, ogni gruppo di cacciatori è pronto con la seconda, ovvero a cacciare l'arma più micidiale: Il Super Santos!
il pallone è tuo amico, come diceva Holly , in quanto basta lanciarlo "oh scusa non ho fatto apposta" addosso ad una preda, cercando se possibile di non farle male, e poi mandare il più figo a prendere il pallone. Il campione, dopo aver chiesto scusa, inviterà le ragazze ad aggiungersi a giocare a sette si schiaccia. A quel punto se accettano è fatta.

Il problema è che non tutte le prede sono così facili da catturare, c'è anche la preda che proprio non ne vuole sapere e che vorrebbe starsene per i fatti suoi sull'asciugamano , però allo stesso tempo poi si lamenta perchè vorrebbe incontrare il principe azzurro interessante, e conoscerlo in un modo romanzato da film, con scambio di battute brillante, situazione particolare, classe , stile e soprattutto niente Super Santos. Che poi tocca raccontarlo un giorno ai figli e che gli dici "papà mi ha colpito le chiappe con una schiacciata"?
Solo che tale preda non considera che su di una spiaggia le occasioni che possono verificarsi per un simile incontro sono minime, a meno di non rischiare di affogare con lui che viene a salvarti, oppure... boh non me ne vengono altre.

Sempre ste commedie romantiche, che rovinano le donne.


ps ricordatevi, se vi va, di fare un salto nell'altro blog, quello tematico sulla parodia di scene di film e telefilm www.chescenascema.blogspot.com  ciao ;)

lunedì 18 giugno 2012

Nasce " Che scena scema " il mio nuovo blog ( sul cinema e serie tv )

avevo voglia di cimentarmi anche io nel blog tematico.
Così, per sfizio.
 Dovevo scegliere solo l'argomento.
Ero indeciso tra un blog per donne incinte, le scene assurde a cui assistiamo sul grande e piccolo schermo , il make up ,la politica , le ricette di cucina, la moda.
Alla fine ho scelto l'unico argomento di cui qualcosina so, essendo il resto , per me, puro mistero.

Così tolgo anche dei post tematici che un po' stonavano nel complesso di questo blog "personale".

Mi farebbe piacere se mi seguiste anche di là, ovviamente gli aggiornamenti dell'altro blog saranno molto meno frequenti...

l' indirizzo è  www.chescenascema.blogspot.com

è ancora come grafica molto molto essenziale, poi se mi va lo modello un po' meglio col passare del tempo....

ci leggiamo (anche) di là! ;)
Vi aspetto!

Ho incubato che mi sposavo!

Eh si, perchè non si puo' certo dire che fosse un sogno!
Non per il sacramentarsi in sè , che tutto sommato prima o poi non mi dispiacerebbe affatto, quanto per le modalità in cui il direttore Morfeo ha deciso dovesse svolgersi il tutto. Anche se la vera colpa è della mia psiche , martellata in questi giorni da continue foto di gente che si è sposata, che deve sposarsi, che deve andare ad un matrimonio oddio il vestito , metteteci poi che ieri sul tardi ho visto su di un blog  uno spezzone de  "Il Matrimonio del mio migliore amico" , quello in cui lei balla con Rupert Everett alla cerimonia , che è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso del mio inconscio.
Mi fa piacere raccontarvi un po'i particolari di sto sogno, però non psicanalizzatemi che è tutta colpa delle persone di cui sopra, quindi in parte anche vostra.

Allora inizia proprio all'interno della Chiesa, il mio Cagnaccio è già accanto a me, mi perdo pure il momento della sua camminata che sarebbe un momento rilevante , il celebrante funzione è un tizio molto rozzo anzi sbrigativo nei modi. All'inizio non lo ascolto nemmeno, non faccio altro che guardare gli invitati seduti dietro di noi. C'è gente solo nelle prime file.
Niente di strano, direte voi. Cerimonia per pochi intimi , bello!
Beh in realtà la cosa non mi dispiacerebbe se però ci fossero almeno i vip della mia vita, invece noto tantissime assenze rilevanti e rimango colpito che in prima fila fossero seduti dei perfetti sconosciuti.
A questo punto mi si avvicina mia madre (sempre mentre eravamo davanti all'altare ed il prete parlava (non psicanalizzate il tutto, ripeto, anche mia madre l'avevo sentita prima di andare a dormire e si sa che le cose che fai\vivi durante la giornata poi condizionano il sogno) insomma mi si avvicina e a bassa voce dice "Ma che c'è , non ti piace?" ed io "Ma' , ma qui non c'è nessuno!" e lei "E vabbè ma la chiesa è piccola!" e mentre pronuncia ste parole io allungo lo sguardo e vedo che è una specie di basilica con non so quanti posti a sedere, che ci si potrebbe fare un concerto. Mia madre aveva detto ste parole ed io avevo realizzato che aveva organizzato tutto lei, e doveva essere una cosa fatta in fretta e furia , all'improvviso. Ora, immaginare Mammà wedding planner è la cosa più strana di tutto.
"vabbè" , penso. Intanto sento il prete che dice: "Allora, tutto a posto!Arrivederci!"
E si mette un giubbino e va via.
?
"Che è successo?"
"Ha finito, siamo sposati" mi dice la mia lei, come se fosse ovvio.
"ma così? Insomma senza chiedere se voglio io e se vuoi tu , senza farci firmare nulla..."
"E che ne so?" diceva lei (incredibile quanto fosse tranquilla e dimessa nel sogno rispetto alla realtà...considerando poi che in una situazione del genere avrebbe fatto volare l'altare)

Insomma prendo, esco dalla chiesa per rincorrere il prete, e vedo che fuori c'è il corridoio di una specie di edificio, non si esce per strada. Percorro sto corridoio, pieno di gente, ed arrivo in una specie di sala dove trovo tutti seduti in due tavolate a fare il buffet.
Un misto di persone che conosco e persone che sono certo di non avere mai visto.
Magnano tranquilli, nessuno a parte me sembra rendersi conto che la cerimonia è stata stranissima.
Non so perchè , ma capisco che il ristorante era tipo della chiesa . Allora inizio a cercare ovunque il celebrante, ed incontro dei ragazzi, sapete tipo quelli che vedi nella pubblicità dell'otto per mille, con le magliette colorate di blu  o di giallo ,a tinta unica,però.
 Mi spiegano che non era proprio un prete ma un diacono,che lui era fatto così, faceva le funzioni brevi.
"E ma ha mancato un bel po' di pezzi importanti!Non mi ha fatto nemmeno firmare!"
"eh ci spiace...lo puo' fare dopo, in ufficio."
"Ma io ho pagato un servizio!"
replicavo io, come se si trattasse di una transazione qualunque in cui non si è ottenuto quanto voluto, il classico pago-pretendo (che tra l'altro non mi appartiene).

e in tutto questo pensavo tipo che uno si sposa una volta sola, la cerimonia dovrebbe almeno essere bella completa, con tutte le sue parti le domande che poi uno dopo qualche anno dice "ti ricordi quando ci siamo sposati che bello , il prete ecc..."
E quindi no, non esiste, domani mi risposo per bene.
Tanto non ho ancora firmato.
alla fine me ne tornavo con le pive nel sacco verso il buffet, con qualcuno che ogni tanto mi chiedeva cosa avessi, perchè ero agitato ad andavo avanti e indietro per vari luoghi.
Poi incontravo un collega (che ho visto recentemente) e gli dicevo: "mi confermi che se non ho firmato il matrimonio non è valido? Si perfeziona solo se firmo , eh?" (proprio ste parole, studiare giurisprudenza ti fa diventare burocrate pure quando dormi)
Ottenuta la conferma, non faccio altro che pensare "Allora mo' domani mi risposo, mo' mangiamoci ste cose poi ne facciamo un altro tutto bello pieno di gente , con un bel prete che ti fa tutte le domande fondamentali e la messa completa"
e lei che mi fa "Ma allora non siamo sposati?"
ed io "non è che non voglio però facciamolo bene la prossima volta, non abbiamo nemmeno firmato!"



Tutto qui.
di solito i sogni si dimenticano, questo era ancora fresco.
Tra l'altro noi a Napoli abbiamo la credenza popolare che "i sogni non si raccontano prima di mezzogiorno, altrimenti si avverano" (ovviamente riferito a sogni non belli)
Vabbè è quasi l'una, e comunque un sogno così valeva la pena di ricordarlo.

Comunque la prossima volta che entro in un vostro blog e leggo di matrimoni, abiti, inviti ecc ecc
mi defollowo.

Io la notte voglio dormire sereno.

;P

domenica 17 giugno 2012

Inno alla vera amicizia



Tu c'eri
c'eri quando caddi, e mi aiutasti a rialzarmi.
C'eri quando improvvisamente piovve, ero tutto bagnato e tu avevi portato l'ombrello.
C'eri quando mi si ruppe il telefono, mi prestasti il tuo senza aspettare che te lo chiedessi,nonostante la tua offerta fosse con lo scatto alla risposta.
C'eri quella sera in cui la mia ex mi lasciò davanti a tutti perchè diceva che ero insensibile, c'eri anche quando la incontrammo abbracciata a quel tizio qualche giorno dopo, erano tuoi i fazzoletti per asciugare le mie lacrime.

Ci sei sempre stato, sempre presente, ogni volta che mi si bucava un pneumatico e ti sei sporcato con me le mani per sostituirlo.
sei da sempre accanto a me, in ogni momento in cui la legge di Murphy è in azione.


io ti ringrazio, io ti voglio bene

però , non offenderti, non è che porti un tantino iella?

Tutti a mare (tranne me)

E' arrivato il caldo assurdo, quello estivo che invochi a gennaio , mentre stai gelando nonostante le 2 magliette della salute, la sciarpa scalda-collo, i guanti e la borsa dell'acqua calda.
Quel caldo che "non è nemmeno il caldo, è che è umido" , quel caldo che ... ma che sto a parlà del clima e del tempo? Come quelle persone che dicono "piove" quando piove? Sono forse arrivato alla frutta della creatività e della comunicazione?

Sarà il caldo.

Comunque , tralasciando i lati positivi, riassumibili essenzialmente in uno: Le ragazze espongono finalmente le loro grazie , per la felicità degli occhi di noi uomini, tutto il resto è disagio.
Ora , o hai qualche posto acquoso diverso dalla doccia di casa in cui andare ad infilarti, oppure devi fare botta e sorbirti l'aumento di temperatura.
Motivi di lavoro (e anche di studio) mi impediscono ancora per qualche settimana di andare a "farmi il bagno". In realtà c'è anche un altro motivo: La ressa mi annoia, angoscia , fa venire mal di testa e secchezza delle fauci e delle feci.
Insomma, il pensiero che tutta la massa adesso deve correre al mare, perchè è arrivato il caldo, che tutti lì in macchina per la stessa , assolata e sopraffollata strada, tutti qui tutti lì ammassati insomma solo a pensarci scrivo frasi non perfettamente connesse.

Poi li incontri il giorno dopo sti tizi, che aspettano la fine dei convenevoli per farti notare la prima abbronzatura , raccontarti delle donne che hanno visto sulla spiaggia, che costume avevano, che taglia avevano, c'era una che lo guardava fisso peccato che fosse con il marito, l'acqua era pulita , ecc ecc

Non credevo di diventare così snob, davvero. L'intolleranza generica è una cosa che mi è venuta con il tempo, credo ve ne parlerò in un prossimo post.
Però il succo è che il solo pensiero di buttarmi in questa massa migratoria mi riduce il respiro più del caldo di città. Che poi tutto sommato con meno traffico non è manco poi così malaccio, sapete?
In fondo si sa, l'uva che ora non riesci a prendere è sempre acerba.

sabato 16 giugno 2012

revivaluccio - Grease in testa

Verso la fine degli anni settanta scoppio' il clamoroso successo di Grease, con l'allora giovane John Travolta pettinato con il classico ciuffo "A banana" ,alla Elvis, reso possibile solo attraverso l'utilizzo di una gelatina (grease,appunto) composta da chissa' quali componenti chimici adottati all'epoca che oggi qualche stupida legge proibizionista avra' dichiarato illegali e magari anche dannosi per la salute.

 A Napoli con un ciuffo del genere il frutto diventa "cocco" (e' frequente come commento ad un ciuffo ardito il "Ua' te fatt stu cocc' ngap!" - ti sei fatto questo cocco in testa ndr)

Non so se avete visto il film, in pratica lui conosce una brava ragazza senza grilli per la testa, la conquista, poi pero' lei alla fine per farsi accettare da lui decide di vestirsi e truccarsi come una vrenzola, inizia a fumare e si fa la permanente. Alla fine vissero tutti tamarri e contenti. Oddio c'è anche una colonna sonora fantastica, ma qui si parla di altro.

Scoppio' la greasemania, e tutti lì a farsi i capelli come Jhonny. Ora, mi immagino come dovrebbe essere stato in quegli anni andare dal barbiere a Napoli e dire "Fammeli come quello del film cu' John Travolta..." .


Il mio ancora oggi sarebbe andato in crisi,ecco perchè di solito i barbieri hanno appeso al muro dei poster con dei modelli con le acconciature piu' indescrivibili,ciuffi ribelli anzi dittatori, sfumature irregolari, simmetrie asimmetriche, di modo che uno prima descrive vagamente poi dice , puntando il dito: "Un po' come quello!"
 Ovviamente l'effetto che si ottiene , su di un viso mediamente normale, è un po' strano. Perchè se quel taglio ardito se lo fa un modello, allora è fashion , se te lo fai te la prima cosa che ti chiedono e' si te si appiccecat co' barbier, roba che ti si avvicina per strada un avvocato dandoti il biglietto da visita, nel caso volessi chiedere i danni.





Comunque ricordo ancora i gel di una volta, ti lasciavano sui capelli quella che a napoli chiamano la "leccata di vacca". (Davvero, ti dicevano "ma ti ha leccato in testa una vacca?")
 Se li accarezzavi sembrava che avessi un casco omologato per condurre una moto, potevi passare sotto ad una impalcatura tranquillamente, che se cadeva qualche attrezzo lo scalfivi. Per lavarti i capelli,poi, dovevi usare il solvente. La ricerca di allora era finanziata attraverso fondi segreti versati da Cesare Ragazzi.
Questo gel entrava nel dna di tuo padre e ti faceva cadere i capelli per successive tre generazioni. Io mi son salvato perchè mio padre, una volta trovato mia madre, si è rilassato e non ha avuto piu' voglia di farsi il capello figo. Mio figlio spero si salvera' in quanto dalla seconda media in poi ho deciso di farmi i capelli corti.
Nel decennio successivo , i mitici anni 80, gli uomini preferirono farsi crescere folti capelli al vento , tutti phonati, piuttosto che compromettere i propri bulbi. Ovviamente esagerarono in senso opposto, dando il là al ritorno prepotente della gelatina sul mercato italiano.La cosa piu' orrenda di quella gelatina era che ti rimaneva sulle mani una mappata di gel bluastro, con all'interno dei capelli. Quando ti lavavi le mani, dovevi star bene attento ad eliminare i residui che si piazzavano nell'incavo tra le dita, che sembrava che avessi strozzato un puffo. Un'altra cosa orrenda che ora mi torna alla mente è che se prendevi un pettine classico e allisciavi il capello, magari tutto all'indietro,restavano attaccati pezzi di gel tra i denti del pettine, che poi ogni volta per lavarlo ci mettervi una vita. Oggi esistono svariati tipi di gel e cere per capelli, fissanti e strafissanti, effetto bagnato... una volta c'eran solo l' effetto 'nzevato ( unto ) e quello cemento armato.
ps


Buon fine settimana cari lettori, e non prendete troppo sole in testa. E ricordatevi di proteggervi da ogni male , in particolare dai raggi uva.

venerdì 15 giugno 2012

Vittime e carnefici in un Telegiornale al tempo dei social network

I FATTI - Erano le ore 8 e 30 , il giovane Gegge era all'interno di un bar quando ad un tratto , dopo aver ordinato un cappuccino ed una briosch brioch un crossan un cornetto semplice si era messo a leggere il giornale che di solito si trova nei bar , che tutti prendono quelli seri e ti restano quelli che non interessano a nessuno, però vabbe' quello c'è e quello prendi mentre aspetti. Nel frattempo un turista Canadese , che aveva ordinato una vodka , una banana ed un espresso, aveva scambiato il bicchiere del caffè con quello della vodka e, bevendo tutto "alla goccia" , si era ustionato il palato, gettando d'istinto a terra la banana.
Proprio in quel momento il blogger veniva avvisato che il cappuccino era pronto , chiudeva il giornale e scivolava a causa della buccia del potassioso alimento , battendo forte le chiappe. La morte avveniva praticamente sul colpo, constatata da un medico che si trovava all'interno del locale.

notizia  trasmessa al tg nell'edizione di mezzogiorno

Sconvolgente episodio di cronaca nera,un drammatico incidente accaduto in mattinata ha portato alla morte di un blogger di appena 30 anni conosciuto come Gegge( ndr sgrat sgrat a sangue ed ancora sgrat) . L'inaudita violenza si è consumata all'interno del locale, dove pare che il ragazzo, impegnato nel sociale ed amante degli animali, sia stato aggredito da un extracomunitario del nord America,  risultato in seguito positivo al test della caffeina, che abbia di proposito fatto cadere il giovane.


(parte la musica triste di circostanza in sottofondo , facciamo candle in the wind , mentre scorrono delle foto rubate prese dal profilo fb e dal blog)

ed eccolo qui Gegge, un giovane trentenne che stava iniziando a farsi largo nella comunità di blogger, aveva confidato ad un amico che il suo sogno era di arrivare a 183 lettori , ed è finito prima di riuscire a realizzarlo. Dal suo profilo fb, che abbiamo dovuto far forzare dai nostri hacker dato che aveva messo la privacy , vediamo le sue foto, felice, in cui sorride addentando una margherita, un'altra in cui abbraccia la sua donna, un'altra ancora in cui rimprovera il suo cane per avergli fatto la pipì sulle scarpe. Visto che i suoi amici non sapevano ancora nulla è toccato a noi dargli la triste notizia, con un commento sulla sua bacheca. Dopo qualche minuto le prime, angosciate reazioni. Reazioni di sgomento, di incredulità , di sofferenza per questa tragedia che poteva essere evitata. E c'è chi chiede vendetta e certezza della pena per il mostro che ha posto fine a questa giovane vita. Aveva scritto che gli piace Max Pezzali, quindi possiamo dedurne che era un fan sfegatato. Faremo sapere al noto cantante la notizia al più presto , per raccogliere la sua reazione.
Leggendo il suo blog si nota il suo animo spiritoso, mai banale, la sua joie de vivre  , i suoi post inerenti alla vita, l'interesse per la cacca e per le donne , tutti misteri che ora , da lassù , egli conosce meglio di noi. Per maggiore completezza di informazioni abbiamo anche provato a cercarlo su twitter, ma non si era ancora iscritto.
E non potrà farlo mai più.

Appuntamento con l'edizione della sera con il video in cui raccogliamo le reazioni dei familiari alla notizia , con il nostro inviato direttamente al citofono di casa della vittima.


ps grat grat ancora ;P

giovedì 14 giugno 2012

messaggio per tutte le aziende produttrici di carta igienica a.a.a.

voi lettori siete quasi tutti bloggers, quindi saprete sicuramente sta cosa che ci sono le fashion bloggers , quelle che aprono un blog che parla di moda con la speranza che poi qualche grande casa le noti, le contatti e le invii direttamente a casa dei capi da collezione  - che ne so o roba del genere - che così loro le provano e fanno un post dicendo "ho provato questa giacca verde , sta bene con il pantalone rosso" e tutti commentano dicendo "ua' bello questo abbinamento, lo provo anche io" (quando invece pensano "mi sembri la bandiera del Portogallo") e così la grande casa di moda stacca assegni a cinque zeri, che è in fondo inutile e superata la pubblicità su Vogue.

ebbene, non vedo perchè anche chi non ha un blog fashion non possa approfittare dell'opportunità che offre blogger , in termini di visibilità e profitti.

dunque, care aziende produttrici di carta igienica, siccome grazie ai miei post sulla cacca mi son creato un target fedele e fidelizzato attento al tipo di bene che producete, e siccome dai risultati di un mio precedente post è risultato che i miei lettori non sono stitici ma consumano e consumano fogli e figli ,
(vedi ad esempio questo post)


 approfittate pure per INVIARMI UNA FORNITURA DI CARTA IGIENICA DI VOSTRA PRODUZIONE. LA PROVERO' E RECENSIRO' PER VOI!!!
(che mi imbarazza sempre quando devo andarla a comprare poi in fila dietro ci son sempre ragazze carine e mi guardano e pensano che ho preso la carta igienica e la cosa boh imbarazza un po')

Cogliete questa occasione unica !

Fate presto , che se non arriva niente poi sabato vado a fare la spesa e la prendo lo stesso.

La ggggente deve sapere, condividete!

Una volta c'era il classico stereotipo del tizio barbuto che girava per le vie della città con il cartello "la fine è vicina" , quello che vedevi nei film americani mettersi in un angolo a Central Park a fare l'oratore , e raccontare tutti i mali del mondo ai passanti che per curiosità si fermavano ad osservarlo.

Oggi invece i veri profeti si trovano su facebook, tutti ne abbiamo almeno uno tra gli amici.
Li riconoscete subito: Sono quelli che condividono link con notizie perlomeno da approfondire , titoloni ad effetto che distorcono il contenuto del testo cui fanno riferimento. Io non lo so se lo facciano per darsi un tono, per apparire agli altri come una persona impegnata , perchè ci credono davvero, in tutti i modi ecco i nuovi strilloni per destare le masse dal loro torpore.
C'è sempre un complotto che qualcuno stava nascondendo e che qualcuno è riuscito a svelare e che tocca diffondere (condividete! fate girare! la gente deve sapere!) ci sono cospirazioni, società segrete, moventi occulti , aspetti da tenere in considerazione , tutta robba che qualcuno è riuscito a scovare e che ora deve diffondersi. La cosa che più mi da fastidio di ciò è che raramente tali notizie sono approfondite , o che comunque nella maggior parte dei casi sono di parte.
E che chi legge invece è convinto di trovarsi di fronte ad una fonte imparziale, obiettiva , non considerando che tutti hanno una linea editoriale, un modo di dire delle cose, delle esperienze o semplicemente dei pregiudizi o preconcetti che influenzano il modo di raccontare le cose.

Invece sti tizi leggono l'informazione vera, quella definitiva, cui le notizie sono dogma, convinti che siano tutti fatti proclamati ed accertati , roba che se ti va di commentare - dato che la notizia ti interesserebbe pure -  non sia mai ti permetti di fare la voce fuori dal coro, di far notare un'incongruenza nelle cose riportate , se non proprio - sacrilegio - un errore , apriti cielo!

Con fb le masse si possono condizionare in maniera assurda . Arriva uno e decide che è successa una cosa e che è successa nel modo X , confeziona un bel link con foto in tema , titolo che fa presa ai limiti (se non oltre) della diffamazione, mette due righe di testo che tanto la maggior parte della gente nemmeno si sforzerà di leggere dato che si fa bastare ed avanzare il titolone ad effetto , e si parte con la diffusione virale della notizia. Ovviamente poi la relativa smentita non c'è mai.
Ricordate , giusto a titolo esemplificativo , il fatto del giocatore di una squadra italiana di serie A che venne picchiato dal suo allenatore? "Qualcuno"  (la solita fonte indeterminata e indeterminabile) disse che era stato menato a causa di una grave offesa ad un parente dell'allenatore. In seguito poi esce che il fatto non era vero,ma intanto il tamtam mediatico era già partito.
Oggi l'informazione sembra dipendere tantissimo , anche troppo , dai social network. E' frequente leggere di articoli, anche di quotidiani da cui uno si aspetterebbe ben altro spessore o ricerca della notizia, in cui si dice "Tizio sul suo profilo fb ha postato X , allora Caio in tutta risposta ha twittato Y...." ma a questo si sta riducendo il tutto?
Poi si dice "con la rete l'informazione è libera"
Si, ma libera da che?
Se questo è l'uso che si fa dello strumento, personalmente mi sembra che lo non si stia facendo benebene.  Ho sempre avuto sta cosa che quando una notizia mi interessa davvero dovevo prendere più quotidiani, con linee editoriali diverse, leggere la stessa notizia raccontata in dieci modi diversi, e poi fare la media aritmetica per poter arrivare a capire cosa è successo davvero.
Quanto odio questo fatto che invece di informare molti Formano.
Solo una cosa: Spirito critico.
Le cose vanno lette con spirito critico. Bisogna farsi delle domande, non prendere per oro colato tutto quello che ci viene propinato. Una volta si diceva "E' vero, l'ha detto la televisione" , oggi si dice "E' vero, l'ho letto su internet!"
e scusate il post serio, ma si chiama anche "pensieri" e non solo cassate ;)
dopo per recuperare scrivo qualche stupidaggine massiccia.

Un post salutare

Buongiorno lettori!

Darsi il buongiorno, il salutare in generale, è sempre una cosa piacevole.
O meglio, è sempre una cosa spiacevole quella di NON salutarsi.
Perchè il saluto non si nega a nessuno, magari solo al peggior nemico. Però se lui poi ti saluta per fare il superiore poi devi rispondergli per forza, altrimenti passi per quello  maleducato.

E si che di persone che non salutano ce ne sono un sacco in giro. Le incontri un po' dovunque , hanno quell'aria truce - magari con gli occhiali da sole - e tu dato che le conosci istintivamente dici "Buongiorno!" e loro al massimo ti concedono un piccolo movimento verticale del capo.
Tocca essere onesti, però , nel dire che questo atteggiamento ce l'hanno con tutti, non fanno discriminazioni. Puo' passare chiunque , non li vedrai mai sorridere o augurare a qualcuno di passare una piacevole giornata. Chissà perchè lo fanno, forse hanno i fatti loro, forse son semplicemente maleducati o forse ancora si credono fighi... credo debbano aver visto qualche film in cui il protagonista, bello e tenebroso , si limitava a muovere leggermente le sopracciglia per comunicare.
Solo che , non essendo Marlon Brando o Clint Eastwood dei tempi d'oro, l'effetto è un tantinello diverso. Però , va ribadito, questi almeno sono coerenti.
Eh si perchè ci sono altre persone, che potrete trovare magari tra colleghi, che fanno figli e figliastri, come diciamo a Napoli. A Tizio rispondono appena al saluto , solo su iniziativa Tiziesca , precisiamo, mentre a Caio se ne escono con un sorrisone e un fraterno "Ehy Caio, come stai?eheehheh" che poi a Tizio verrebbero pure i complessi, se poi non arrivasse Sempronio a non ottenere nemmeno una risposta.

I selettivi a volte fanno discriminazioni anche in base al sesso, ad esempio salutano solo le donne , oppure ancora più selettivi sesso&bellezza , salutando solo quelle carine.

Poi abbiamo l'amicone, quello che saluta tutti indistintamente, baci , abbracci, sorrisi , "ueilà fratello" , schiacciate di cinque, pacche sulle spalle , insomma manifestazioni di affetto notevoli, che fanno pure piacere, sempre se non appartieni alle due categorie descritte prima, che le metti in imbarazzo, dopo devono per forza rispondere , se non a tono, almeno con decisione.

Prima parlavo di togliere il saluto, è un gesto con un significato talmente deciso che andrebbe fatto solo a chi ti ha fatto un torto tremendo (anche se c'è una corrente che invece ritiene che il saluto non andrebbe mai tolto, in nessun caso. Almeno quello.) anche se poi con una persona non ti ci parli più per scelta, non è che ha tanto senso almeno il salutarla, se non è un augurio sincero.
Ovviamente poi ognuno la pensa come vuole su ste cose, c'è chi per non salutare una persona, magari perchè non la vede da tempo e si crea quella cosa strana del "ma quello è Caio...boh non mi va di parlarci adesso" e si cambia marciapiede , proprio mentre Caio stava per fare la stessa cosa. Oppure chi nello stesso locale si piazza dall'altro lato, cerca di evitare gli sguardi, anche solo per non dover dire "Ma ciao, come stai?" , quando poi improvvisamente capita di incrociarsi e parte (soprattutto da parte femminile)  il "Teeeeesoro , e tu qua stai? Uh avevo visto una ho pensato ma come somiglia a Sempronia quella!"

Un'altra cosa , diametralmente opposta ma un po' imbarazzante lo stesso, è quando saluti una persona che si trova all'interno del tuo stesso ambiente, consideriamo ad esempio un edificio, luogo di lavoro , scuola università ecc , lo saluti la prima volta, due chiacchiere, poi lo rivedi dopo un quarto d'ora, riparte il saluto. Poi dopo un'ora ancora. E che cacchio ci siamo salutati una volta, basterà il buongiorno per almeno dodici ore,no? E' che poi sembra sempre brutto istintivamente non rifarlo.
Come quando finisce una serata, tutti si stanno salutando , inizi il giro dei bacetti e abbracci.

smack smack tesò a presto smack smack oh non sparire eh smack poi ti chiamo domani eh smack smack sentite allore io vado ok smack smack e poi devi aspettare il saluto degli altri che sono in macchina con te , passano dieci minuti che si son messi a parlare , e devi rifare di nuovo tutto il giro.

Chiudo con un ultimo mistero misterioso quesitoso: Ma a voi quando dicono "Oh , salutami Tizio, ci tengo!" poi dopo lo salutate Tizio a nome dell'altra persona? Io un po' mi dimentico, un po' penso "vabbè se proprio ci tieni chiamalo, il numero ce l'hai , salutalo te" , insomma non dico mai a Tizio "oh , ti saluta CarCarlo!"
Giusto quando sto a telefono con Tizio e accanto a me c'è Caio e Tizio fa "Oh stai con Caio?Salutamelo!" ed io rispondo subito "Si, ricambia!" senza nemmeno aver passato il saluto.

Chiudo salutandovi ed augurandovi buona giornata.
I lettori che vogliono possono ricambiare il saluto.

E se siete con Tizio, mi raccomando, salutatelo da parte mia.
Che ci tengo, eh.

mercoledì 13 giugno 2012

E' finita.

E' finita.
Ed adesso io non so come fare.
E sono fermo qui, seduto, ad aspettare chissà che.
E' che a volte sarebbe meglio cambiare prima che sia troppo tardi, che sia finita davvero.
Lo dicono tutti.
Invece no, uno aspetta, "che ce ne è ancora". "Secondo me non è finita ". "Poi vediamo".
Sempre il solito, stupido "poi".
Dovevo agire prima, farlo quando ancora potevo cambiarla.
Ed adesso è troppo tardi.

Nonostante mi fossi accorto che stava finendo , che l'ultimo strappo con lei era stato quasi fatale.
L'ultima , stupida dimenticanza.
Per poi accorgermi, quando la cercavo, che ora non c'è più.
L ' ho data per scontata, ho pensato che per me fosse sempre a portata di mano.
Dicevo "durerà ancora un po' " e "sfruttiamola fino in fondo".
A cosa pensavo?


Ed ora resto qui, seduto, a riflettere sul mio errore.
E non so cosa fare.









mmm ...pensandoci bene quest'albo di Dylan non è che mi sia piaciuto tanto, in fondo....





allora , due cose:
 1) non siate pigri, sotto c'è un altro post che ho scritto oggi - un po' lunghetto ma secondo me carino -se lo leggete mi fa' piacere
2) che palle sto fatto che blogger nell'anteprima mette anche le foto, mi rovina un po' sto tipo di post, ho dovuto mettere prima un'immagine totalmente bianca. Qualcuno di voi conosce un modo per non far apparire nell'anteprima i disegni? 'azie

Come l'auto ti trasforma in un uomo galante

Sin da quando ho preso la patente, un bel po' di chilometri fa, ho sempre avuto macchine tutte scassate e...diciamo... non proprio nuove.
Non avendo nessuna particolare passione per i motori e per le auto in generale, mi son sempre fatto bastare il fatto che mi portassero a destinazione. Il problema è che non sempre i miei veicoli son riusciti a soddisfare questo semplicissimo requisito.

PANDA 750 young  La prima macchina non si scorda mai. E come potrei?
Andava in ebollizione ogni venti chilometri, in barba a qualunque legge fisica sulla temperatura mai elaborata dall'uomo ed era smontabile in molte delle sue parti, roba che nemmeno all'IKEA.

Y10 1000  feci il salto di categoria qualche anno dopo. Leggeri miglioramenti rispetto alla prima, almeno non dovevo più portarmi casse e casse di acqua nel bagagliaio per rinfrescare il radiatore. Teneva un po' meglio in salita, era un po' più piccola, almeno per me che son grosso, ma non era malaccio. E  aveva un bel colore verde così.

Punto 1100  Il salto di qualità. I passeggeri dietro stavano comodi, si poteva affrontare qualche viaggio con un po' più di serenità e di peso-bagagli , il clacson funzionava bene.

Hunday Athos Che a casa chiamavamo familiarmente "O' Puparuol " (il peperone) a causa del colore che era proprio così , come quelli che si comprano al supermercato . Devo dire che è stata la migliore , magari non sarà chissà che auto, però ci facevo "i fatti miei".



Quando hai una macchina non proprio di primo pelo guidare è sempre un'emozione, non sai mai se arriverai a destinazione, quanto ci metterai , se improvvisamente si spegne e non si accende più , se la ventola smette di girare così senza motivo , come nei film in cui l'elica di un aereo viene meno ecc ecc.

Di solito, se la usi per vare le varie cosucce di qua e di la o per andare da qualche amico non è un grosso problema. Il suo sporco dovere lo fa.

I problemi sono quando devi uscire con una ragazza.
Magari una che conosci da poco, o con cui stai insieme da poco.
Ci esci la prima sera, magari le fai pure una sciacquata (alla macchina, non la ragazza) giusto per farla sembrare in condizioni più decenti. Noti l'immancabile portapacchi sul tetto, che ho avuto su ogni macchina, perchè mio padre ha sempre ritenuto fosse una cosa fondamentale , chissà perchè. Ogni volta , qualche giorno dopo aver preso una macchina, veniva e diceva: "Aspè oggi montiamo il portapacchi su!" Non ho mai capito se fosse una cosa da uomini per fraternizzare di più tra padre e figlio o altro, dato che non ci ho mai fatto traslochi. Forse, semplicemente, avevamo dei portapacchi in cantina e toccava usarli.Il fatto è che il portapacchi è come un brutto cappello su di una ragazza di per se già non bella : Stona un po'.

Vabbè comunque tu , la tua auto ed il portapacchi arrivate al luogo dell'appuntamento. Prima che lei scenda ti fai trovare fuori, così da attutire un po' l'effetto sorpresa (e soprattutto per non farla concentrare sul portapacchi , che è buio e magari non se ne accorge. )
A questo punto lei pensa che tu sia almeno un minimo galante, dato che non l'hai attesa in macchina.
Poi prendi e le apri la portiera. Lei pensa sempre che tu lo stia facendo per galanteria, in realtà lo sportello è difettoso e si apre solo in un certo modo che solo tu hai imparato.
A questo punto lei entra nel veicolo, tutta lusingata.
E l'equivoco galante continua: le dici "Senti , ti spiace se non accendo la radio? preferisco fare conversazione...."
In realtà per qualche misterioso motivo la radio non funziona, oppure non funzionano le casse, o qualche fusibile- contatto -onda magnetica- qualunque cosa , comunque niente musica.
Va bè l'hai messa giù bene , che lei è contenta , iniziate quindi a fare due chiacchiere parlando di quello che vi va.

Lei : "Oh , vedo che hai tutti questi santini..."

Si, in realtà son lì per le preghiere di non far spegnere improvvisamente la macchina e rimanere a piedi proprio stasera.Oppure che i freni funzionino sempre bene. Ma perchè farla preoccupare?

TU : "Si, sai , sono molto credente"

Lei : "oh , ma ...cos'è quella Spia che si è accesa?"

Boh. Questa mi mancava. E' nuova. Vabbè , domani vedo.

Tu : " Oh, nulla... è lo stitocifizzatore che mi avvisa che devo cambiarlo tra 200 chilometri, non ti preoccupare"

Lei : "Ah , ok"

Lei : "mmm... vedo che sei uno che guida molto piano...."

E certo, se supero i novanta se ne viene in mano il volante.

Tu: "Beh, sai , per me la prudenza e la sicurezza sono importantissime..."

Si ricomincia poi a parlare del più e del meno.
Arrivate nel posto in cui volevate andare,e parcheggi.
Ora, sul sedile dietro c'è il blindosterz.
Lo metti , ma non perchè hai paura che si freghino la macchina. No, il problema è che te la aprono per fregarsi l'antifurto.
  Scendete , anzi le dici : "Aspetta , eh , che ti apro io"
( la maniglia interna è mezza spaccata , muoviti a fare il giro , prima che lei dica "non fa niente")

La fai scendere, prendendole la mano , poi chiudi la macchina ed entrate nel pub \locale \ pizzeria.
Dopo aver terminato , si rientra nel veicolo , diretti da un'altra parte.
Meno male, i ladri non son venuti.
Il blindosterz è ancora lì, intatto.

apri portiera, entri, togli il blindo.
Dai, accenditi, accenditi...

Lei: "Cosa c'è , non parte?"

Tu: "Ma no, è solo un po' fredda..."

eparticazzodainonoranonoraquestaèinteressatasusudomaniticambiopurel'oliodaidai

BRuuuuum BRuuuuum
andata.

Lei: "senti , conosco un posticino carino... con un bel panorama... ti va di andare lì?"

mmm speriamo di non dover fare troppi chilometri questa macchina ci lascia a piedi.

Tu : "Ma è lontano?Io vorrei un po'...dedicarmi a te, invece che guidare troppo...."

Lei sorride , un po' maliziosa.
L'ha bevuta.
"Non ti preoccupare, è qui vicino."

Ok, si puo'. Si arriva al posto carino romantico , osando sulle salite che poi per fortuna diventeranno discese , si tira (energeticamente) il freno a mano (che sembra funzionare) e si inizia con il sentimento.
Ad un certo punto, per stare più comodi , tocca abbassare un po' i sediolini.
Il problema è che una volta che lo hai abbassato non hai garanzie che poi si rialzi, che è vecchio.
Inizi comunque a girare la manopola , e dopo un paio di minuti il coso è abbassato e ti son venuti i crampi alla mano.

"Accendiamo adesso la radio?mettiamo un po' di musica d'atmosfera?"

See, mettiamo pure che funzioni, ma se poi la batteria ci molla che restiamo qui a fare un pic nic?

"ma... cosa c'è più di atmosfera che sentire il tuo respiro..."

"ooooh, come sei romantico..."


Alla fine , quando è ora di accompagnarla a casa, poi lo schienale si rialza. Meno male.
Arrivate sotto casa sua, lei ti dice "non preoccuparti di uscire per aprire la porta" ed allora tu allunghi la mano e forzi la maniglia dall'interno , massacrandoti le dita.
Lei ti bacia, ti saluta e va verso il portone.

"che carino, mi ha aspettato fino a che trovavo le chiavi nella borsa , ed anche mentre entravo nell'androne, non si era mosso, non aveva nemmeno già acceso la macchina!" racconterà lei alla sua amica, suscitandole invidia.

"Che cavolo, ho dovuto chiamare Checco per farmi portare i cavi della batteria"  , racconterai poi tu agli amici,suscitando ilarità.

martedì 12 giugno 2012

Il calzino infame

tutti voi ci avete sicuramente avuto a che fare.
sapete quando tocca fare la lavatrice, iniziate il giro della camera per scovare ogni calzino o altro che deve essere lavato?
Certo, direte voi, ma c'è il coso dei panni sporchi.
Ok, però qualcosa in giro lo si trova sempre.
Ed allora giri un po' , una maglietta qui una mutanda lì, un calzino non infame là , e ti avvii verso la lavatrice tutto soddisfatto.
Senonchè , dopo aver premuto il tasto di avvio ed esser ritornato in camera, ecco che appare lui

nell'angolo in cui sei sicuro di aver già controllato benebene , ti guarda come se ti stesse facendo una pernacchia. Come un bambino discolo che non vuole farsi il bagno e la mamma lo deve rincorrere qui e la. In effetti poi ti domandi "ma il partner di questo lo avrò messo o no?"
Fai una corsa, forse non è troppo tardi.
Ma , tempo tre passi, ed ecco avviarsi il rumore del motore della lavatrice. Il treno è partito, chi è dentro e dentro e chi è fuori è fuori.
E lui, stretto nella tua mano, ti sorride.
A quel punto dovresti prendere una bacinella e lavarlo a mano.
Però pensi che sotto sotto la sua furbizia dovrebbe essergli premiata.

E va bene, vattene con i bianchi nel coso dei panni sporchi bianchi , statti un po' con loro fin quando i tuoi amici non si ripropongono per il prossimo viaggio.

Raccontami una storia - Il primo libro che ho letto

non so se ricordate il primo libro che avete letto. No, non quello da colorare, proprio libro libro.
Il mio fu un dono di mio zio, per un compleanno di chissà quanti anni fa.
Chissà se ha mai saputo che è stato il regalo più importante che io abbia mai ricevuto.

Prima di allora mi capitava di leggere il classico "Topolino" , la passione per il fumetto in generale nacque subito. Ma il libro libro, una storia senza disegni, mi sembrava una cosa noiosa.
Comunque prendono e mi danno sto libbrone enorme (o forse ero io piccolo, nelle mie mani sembrava grande quanto lo è oggi, per capirci , una scatola di un pigiama. Ed era pure bello pesante.
Lo ricordo ancora, si chiamava "I ragazzi della Via Pàl".
Così come ricordo la copertina rigida, che ogni tanto ci battevo le nocche per sentire il rumore (mmm la faccio ancora adesso sta cosa) e parlava di un gruppo di ragazzi sui 13\14 anni che giocava in un cantiere , poi succede che arriva un'altra banda di bulletti che vogliono appropriarsi del territorio e tocca iniziare a farsi rispettare , con relativa "battaglia" finale per conquistarsi il diritto a stare lì.
e poi c'è tanto altro :L'amicizia tra sti ragazzi , che eran tutti poveri, le "missioni" per spiare i nemici (durante una stavano in una serra e dovettero nascondersi per non essere beccati, mi cagai sotto al pensiero che li prendessero - questa fu la mia prima emozione da libro - la seconda venne verso la fine, con la triste morte di uno di loro, povero Nemecsek , non potete immaginare)
non erano fumetti, non erano film, quindi non potevo vedere i protagonisti ed i luoghi....
invece, sfogliando le pagine ed immergendomi nella lettura, scoprii che potevo visualizzarli lo stesso, ed anzi era meglio, potevo essere lì con loro.

Insomma, da quel giorno iniziai e leggere, e non mi sono fermato più. Anche a scuola, che era una molto popolare, ero un pezzo avanti rispetto agli altri , proprio perchè non leggevo solo perchè vi ero costretto. Quando arrivavano i libri di italiano, con i brani dei racconti, per la lettura, in genere me li leggevo subito.

In fondo , se ci pensate bene, tutto si riduce semplicemente al concetto di "Raccontami una storia".
Se leggiamo è perchè ci piace ascoltarle , ci piace che qualcuno , anche senza dover usare il classico c'era una volta... , ci parli di un tizio che ha fatto una cosa straordinaria (anche semplicemente nel senso di non ordinaria) Poi c'è chi le storie se le fa raccontare con il cinema - magari ha meno fantasia - e chi se le legge, così modella i personaggi in base a quello che gli suggerisce il cervello. (il classico motivo per cui un libro è sempre meglio di un film.


Comunque  so già cosa regalare a mio nipote, una volta che avrà imparato a leggere.
non sa quante storie i libri potranno raccontargli , se solo vorrà ascoltarle.

lunedì 11 giugno 2012

Sai....

Ho portato a stampare le foto che abbiam fatto l'altra settimana, sai? tutte quelle che ti scattavo mentre sorridevi....
per strada mi son ricordato di prenderti la crema che mi avevi chiesto, anche se continuo a non capire come possa renderti più bella di quella che sei.
Subito dopo son tornato a casa, ed ho messo sulla sedia la tua maglietta, quella che ti ho preso dalla lavanderia. Non so come fosse possibile , ma profumava ancora di te.
Poi , piegando i  miei pantaloni , ho trovato lo scontrino di sabato scorso, quella splendida cena in quel ristorante romanticissimo, ricordi?




Allora ,in tutto mi devi 45 euro.

Revival - Il Cacchicidio

Ed ecco la rubrica - ormai fissa - che aspettate con ansia e curiosità sulle pagine di questo blog:
 Il post settimanale sulla merda!

Oggi vi propongo un revival di un pezzo denso di impegno sociale scritto qualche mese fa, sull'onda dell'amarezza per un avvenimento che mi accadde in prima persona.
Sono certo che la vostra sensibilità vi permetterà di cogliere la rilevanza sociale del problema , oltre che le implicazioni etiche e morali di un gesto al quale non si tende ad attribuire la giusta gravità.




Ogni giorno - nell' indifferenza generale della società civile, dei governi e degli organi di informazione - decine di migliaia di cacche vengono pestate.
Persino la Chiesa Cattolica , che dovrebbe essere sensibile ai problemi di qualunque tipo di creatura, ha deciso di ignorare la questione.Tuttociò da quando papa PioPio decise di imporre il silenzio dottrinale e spirituale sulla questione, dopo una passeggiata nei giardini di Castel Gandolfo.

Ogni giorno , delle cacche che chiederebbero solo di poter vivere tranquille la loro breve esistenza, prima di pietrificarsi al sole e dissolversi come cenere nel vento, finiscono spiaccicate sotto suole o tacchi distratti.

Pensate che in alcune culture si ritiene persino che tale evento "porti fortuna" , ennesimo esempio di come ignoranza e superstizione producano vittime innocenti , ancora oggi nel 2012.
E la cosa bella è che la persona che commette il cacchicidio , istintivamente, se la prende con la povera cacca, come se fosse una colpa essere stati creati in quel luogo.
Del resto è praticamente impossibile rinvenire in nessun codice penale di nessun paese una disposizione che preveda la fattispecie del cacchicidio come reato.

Non basta il fatto di essere evitate da chiunque le veda, come un vecchio amico che non vuoi incontrare e cambi marciapiede, non bastano le discriminazioni "Stai attento, lì ce una cacca!"
"L'ho vista, che schifo", tremenda è la trista sorte che spetta a tali creature , ad opera di carnefici che , tutti presi dagli impegni e dalla velocità della vita quotidiana , commettono con leggerezza tali crimini. Per poi , magari, accorgersene e vergognarsene soltanto quando, una volta in un ambiente chiuso, qualcuno esclama con disprezzo "Ma chi ha pestato una merda?"
Quello è l'odore del senso di colpa. Altrochè.



Chiudiamo con una considerazione. Molti si lamentano dei prodotti dei piccioni , che la forza di gravità indirizza su giacche e camicie scure, ma provate a pensare anche solo per un secondo se esistesse davvero la mitica figura del Pegaso volante

Cogli la cassata . Volume 4

ricordate il gioco "cogli la cassata" ?
in pratica un paio di mesi fa lasciavo ai miei sette lettori il diritto di scegliere l'argomento del post che avrei dovuto trattare, ovviamente secondo lo stile del blog , a patto di riuscire a cogliere la cassata, cioè decifrare le stupidaggini che partorivo e mettevo in immagine.

qui trovate il link con le altre cassate del passato

ed ecco invece il quesito nuovo nuovo:



soluzione ( 11 , 8 )


non è difficile, vero?

domenica 10 giugno 2012

Guidare a Napoli

Giù da noi si dice comunemente che "se sai guidare a Napoli , sai guidare ovunque."
Si dice perchè in questa città le regole del codice della strada sono leggermente diverse rispetto a quelle del resto del territorio dello Stato, ovviamente non sulla carta, bensì a livello materiale, pratico.
Le difficoltà con cui deve imparare a convivere un neopatentato napoletano sono molteplici , il periodo nel quale tuo zio ti accompagna a fare le guide vale per tanti mesi di guida fatti altrove.
Tocca stare attenti a bambini che sbucano da tutte le parti , preceduti da un Super Santos, a macchine che all'incrocio passano col rosso, che circolano in senso vietato e ti sbucano di fronte, motorini guidati da acrobati in grado di compiere le manovre più improbabili in ogni condizione di traffico , buche un po' ovunque. Per un periodo si era aggiunta pure la difficoltà del dover fare lo slalom tra i sacchi di rifiuti che restringevano la carreggiata, ma per fortuna ora tale handicap sta un po' svanendo.

Vivendo (e guidando) adesso in un'altra città, mi rendo conto di quante cose a cui avevo fatto l'occhio siano in realtà assurde ed inconcepibili in un'altro contesto.
Il primo , lampante ed immediato esempio è quello della guida in motorino senza casco. Intendiamoci, non è che non se lo metta nessuno, ci sono persone rispettose del codice e prudenti che ci tengono alla propria testa, però la percentuale di chi non la indossa è ancora altissima, in particolare in alcuni quartieri. Forse vi sarete chiesti il perchè sia così diffusa questa violazione... non saprei darvi una risposta precisa. diciamo che chi non ha l'abitudine di indossarlo non lo mette nemmeno da ragazzo, appena inizia a guidarlo. Qualcuno dice che è per il caldo, altri perchè "si rovinano i capelli"(intendono la pettinatura,non che cadano) , altri ancora semplicemente si scocciano. E c'è pure chi lo fa perchè vede che gli altri non lo mettono, e vuole omologarsi o non ne capisce l'importanza.
di questi però quasi tutti lo portano nel bauletto o lo tengono a portata di mano, che se vedono da lontano un posto di controllo lo indossano. Io non lo so quale sarebbe la strada giusta, la repressione, l'educazione , un po' tutto. So solo che è un peccato che non si riesca a far capire quanto sia importante una piccola cosa del genere.  Ma il mancato casco non è l'unica infrazione , ad esempio ci sono i sostenitori della mobilità sostenibile, che vanno in tre in moto.
Passando alle autovetture, l'abitudine di indossare la cinta si è di molto diffusa da quando è stata inserita, anni fa, la patente a punti. Nonostante ciò , diverse persone continuano a non indossarla (ma questo , devo ammettere, succede un po' in tutta Italia) e poteva capitare che se un poliziotto fermava una conducente e gli diceva "Ma lei non indossa la cinta!" la ragazza rispondeva "Ma ho la gonna!"
Ma l'infrazione che credo sia più diffusa, ed è anche diventata triste stereotipo, è quella di passare col rosso. Per alcuni napoletani alla guida il rosso ha lo stesso significato che nel resto d'Italia ha il "Dare precedenza". Per alcuni ancora il rosso è come il verde , o come il segnale di "strada con diritto di precedenza"

Per alcuni miei concittadini il rosso semaforico è sinonimo di questo segnale


La cosa incredibile, come vi accennavo prima, è che a Napoli si fanno meno incidenti di quello che si possa pensare, dato che chiunque impegna un incrocio, anche se ha il verde, fa attenzione ai veicoli delle altre vie, anzi si ferma pure a dare la precedenza all'altro veicolo che passa tutto sparato con il rosso.
Esiste gente che viene a napoli apposta per provare il brivido di passare con il rosso, un po' come si va a fare sport estremi altrove. Persone che nella loro cittadina non penserebbero nemmeno lontanamente di fare una cosa del genere, che attendono pazienti che scatti il verde, che vengon giù e timidamente "si buttano". Prima si guardano un po' intorno, l'incrocio è quasi vuoto. Non passa nessuno. guardano nello specchietto retrovisore il conducente del veicolo dietro che gli fa segno tipo "che stai aspettando?Coraggio, è facile..." si fanno forza e passano. Un po' di batticuore, tutto a posto, è andata.

Da qualche anno si sono diffuse le rotonde.
Le rotonde sono un mistero al quale il napoletano non sa dare risposta con certezza.
chi passa prima?
Nell'incertezza generale passano tutti, se vi fermate un minuto a guardare una rotonda a Napoli restate ammirati dal fatto che tutti i veicoli riescano a passare al momento giusto, alla velocità giusta, senza mai tozzarsi.  il tutto è reso possibile da quelli che conoscono il codice della strada e si fermano prima di entrare, a rischio di essere presi da quelli dietro.

Ogni volta che scendo giù mi salta sempre più all'occhio questo stile diverso, ormai ci ho perso la mano e  guidare lì mi diventa  sempre più difficile.
a questo punto dovrei fare una battuta per chiudere il post, ma non mi esce nulla di brillante.
scusate ehehehheeheh

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ps questo post l'ho scritto , dopo un bel po' di settimane, in quanto QueenZit , vincendo il concorso "cogli la cassata" , aveva chiesto un post che parlasse della mia città.
uff , è andata.